Articolo sui centri emiliano-romagnoli dedicati a uomini autori di violenza su RedattoreSociale.it

Nell’articolo di Irene Leonardi su Redattore Sociale del 22 Novembre si parla dei centri dedicati ad uomini con problemi di violenza in Emilia-Romagna. In chiusura di articolo le dichiarazioni del responsabile scientifico del CTM di Forlì, Dott. Daniele Vasari.

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Uomini violenti: nei centri numeri bassi e utenti poco consapevoli
In Italia sono 15 i centri per uomini maltrattanti. Emilia Romagna. in 2 anni sono 83 gli uomini seguiti dai 4 centri presenti a Modena, Ferrara, Rimini e Forlì. Pochi quelli che si presentano volontariamente. Così come quelli che terminano il percorso.
Violenza e maltrattamento sulle donne: è il caso di intervenire sugli uomini. In Italia sono 15 centri per uomini maltrattanti, suddivisi nel territorio di tutta la penisola, a esclusione del Meridione (l’ultimo sulla cartina geografica dello Stivale è, infatti, a Roma). In Emilia-Romagna negli ultimi 2 anni ne sono nati 4 a Modena, Ferrara, Rimini e Forlì. L’obiettivo dei centri è dunque quello di eliminare la violenza maschile sulle donne, e, stando alle testimonianze di Francesco e Giovanni, tutto può cambiare. “Mi arrabbio ancora – tutti si arrabbiano – ma non me la prendo più con mia moglie”, dice il primo, mentre l’altro, che non è comunque riuscito a salvare il suo matrimonio sa che adesso “i miei figli non hanno più paura di me e mia moglie si fida a lasciarmeli”. I numeri dei centri però non sono proprio confortanti, soprattutto se messi a confronto con il numero di donne che ogni anno accede ai centri antiviolenza (oltre 2.400 nei primi 10 mesi del 2013 in regione), gli uomini in trattamento sono pochi (circa 83) e, a detta di tutti, bisogna intervenire sulla cultura degli uomini e lavorare affinché acquisiscano la consapevolezza che la violenza è un problema. Sono questi, infatti, i fattori che accomunano tutti centri della regione.
Sono 60 gli uomini seguiti finora a Modena dal centro “Liberiamoci dalla violenza”, primo in Italia a ricevere dei contributi pubblici. Il centro è nato nel 2011 in collaborazione con la Usl e ha ospitato tutti uomini che si sono autocandidati. Tra il dicembre 2011 e l’ottobre 2013 il centro è stato contattato da 254 persone, di cui 86 uomini per informazioni e 40 donne per inviare il marito. “Seguiamo un modello norvegese (il personale tutto al maschile, è stato formato all’Alternative To Violence di Oslo, ndr) – spiega Monica Dotti, responsabile di Ldv – che prevede step ben precisi da seguire, partendo dal presupposto che sia l’uomo in prima persona a chiedere aiuto in modo autonomo”. Il percorso prevede incontri di gruppo o singoli (o entrambi) e, una volta concluso, due follow up, cioè controlli periodici programmati, per verificare se si presentano ancora comportamenti violenti. In 13 hanno concluso il trattamento. “A oggi nessuno ha terminato il percorso con i due riscontri, ma, stando ai numeri norvegesi, solo il 15 per cento degli uomini seguiti è recidivo”. Quest’anno il centro, che ha all’attivo 3 psicoterapeuti, segue 25 uomini (di cui 3 stranieri), di età compresa tra i 27 e i 65 anni e ne ha già 5 in lista d’attesa. I dati però, nonostante siano i più alti di tutti, non sembrano essere convincenti. “Il numero di uomini che ci chiede aiuto è rimasto costante negli anni, non abbiamo mai registrato un incremento o particolari picchi, ma, sicuramente, sono sempre troppo pochi rispetto a coloro che commettono violenza”, conclude Dotti.
Differente invece, la situazione al centro d’ascolto Uomini maltrattanti di Ferrara dove, a essere accolti, sono stati in 10 (poco più di 20 i contatti in totale). “Numeri di cui non siamo soddisfatti – spiega lo psicoterapeuta Nicola Corazzari – Dieci è un numero importante se si pensa che lavoriamo su qualcosa che, di fatto, ancora non è riconosciuto, ma sono troppo pochi rispetto a quelli che effettivamente fanno violenza”. Il centro, che nasce a marzo 2013 come costola di quello di Firenze (primo in tutta Italia), si avvale dell’aiuto di un’equipe di 8 persone che lavora giornalmente offrendo sostegno psicologico sia individuale che di gruppo agli uomini che chiedono aiuto. “Purtroppo l’autoinvio è una condizione molto rara perché spesso, l’uomo, non si rende conto di commettere violenza e non crede che ciò possa creare traumi su moglie e figli”, continua Corazzari. Non a caso nel volantino del centro c’è un piccolo test con domande tanto banali quanto importanti ma, se si risponde “sì” almeno a una di esse, potrebbe essere utile contattare il centro. Proprio per questa mancanza di coscienza sui maltrattamenti, la maggior parte degli uomini è spinto dalle compagne a far parte di questo gruppo, che quindi, per prima cosa, affronta un percorso volto al riconoscimento delle violenze, non tralasciando l’aspetto socio-culturale.
E di cultura parla anche Maria Maffia Russo, responsabile del centro di Rimini “Liberi dalla Violenza”, che con quello modenese ha alcune similitudini a partire, appunto, dal nome. “Siamo ancora all’inizio di un percorso che prevede tempi lunghi anche per un problema culturale – spiega Maffia Russo – È impossibile parlare di un rapporto tra donne che subiscono violenza, circa 300 casi l’anno in città, e uomini che ci contattano”. Infatti loro, in un anno, hanno seguito solo 3 uomini (uno con candidatura spontanea, uno perché inviato dalla compagna e, l’ultimo, inviato da un centro antiviolenza). Dei 3, tra l’altro, solo uno è eleggibile alla terapia di gruppo. “Siamo nati un anno fa e, a differenza di Modena, non abbiamo uno sportello d’ascolto ma lavoriamo solo con setting di gruppo”, spiega ancora la responsabile. “Aspettiamo di avere un numero di 8 uomini che abbiamo la consapevolezza che commettere violenza è un problema personale – continua – non possiamo inserire chi, nonostante diversi colloqui iniziali, non riconosce il problema e attribuisce ogni colpa alla compagna”. Qui a occuparsi degli uomini, sono in 3, un assistente sociale e 2 psicologi, un maschio e una femmina. “La scelta è ovviamente terapeutica – conclude Maffia Russo – dobbiamo dare agli uomini la possibilità di confrontarsi con un altro uomo, senza tralasciare la figura femminile”. Il centro, anche qui, fa parte dei servizi dell’Usl della costa romagnola ma, purtroppo, i numeri di accesso sono molto bassi.
Chi invece un contatto con i servizi pubblici lo cerca faticosamente è il Centro Trattamento Maltrattanti di Forlì. “In un anno abbiamo seguito poco più di 10 uomini e molti di loro hanno interrotto il percorso”. A parlare è il responsabile, Daniele Vasari, che, racconta, “spesso ci chiamano per un aiuto immediato, chiedono cure farmacologiche ma di fatto non sono disposti ad affrontare un percorso completo”. Sono solo 2, infatti, gli uomini seguiti da tempo: uno da 4 mesi e l’altro da 7. E continua: “Chiamano nella foga del momento così come commettono violenza. Il nostro centro si ispira al modello di Oslo ma al momento seguiamo solo 3 uomini, un numero insufficiente per formare un gruppo e ci limitiamo ai colloqui singoli”. Lo staff, tutto al maschile, è una pura casualità tant’è che lo stesso Vasari spiega che “ci vorrebbero più donne all’interno della struttura proprio per evitare che negli uomini si rafforzi l’idea che si possono fidare solo del loro sesso e non abbiano un confronto con una donna”.
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Articolo sul libro “Il lato oscuro degli uomini” su ilFattoQuotidiano.it

Articolo di Stefania Prandi nella rubrica de ilFattoQuotidiano.it dedicata alle questioni di genere “Donne di Fatto”.

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“La violenza contro donne è un problema degli uomini”. Come agire su ‘lato oscuro’
La violenza sulle donne è un problema degli uomini. Da questa premessa si sviluppa il nuovo saggio di Ediesse “Il lato oscuro degli uomini”, curato da Alessandra Bozzoli, Maria Merelli, Maria Grazia Ruggerini. Le tre studiose, fondatrici della società “Le nove” – che si occupa di ricerche da una prospettiva di genere in Italia, Europa e nell’area del Magreb – hanno fatto il punto sulle esperienze d’avanguardia rivolte agli uomini violenti in Italia, mettendole a confronto con quelle del resto del mondo. Il risultato è una mappatura, la prima di questo tipo, delle azioni e degli interventi per gli uomini in ambito privato e pubblico che ribadisce la necessità di spostare l’attenzione sulla “questione maschile” che tutta la violenza di genere sottende, in modo da operare sulle radici del fenomeno e interrompere la sua “trasmissione” alle nuove generazioni. Dal testo emerge che una trasformazione è già in atto. Ci sono, infatti, uomini che hanno trovato nel venire meno delle certezze della cultura patriarcale un’occasione di libertà e che hanno capito che la questione della violenza di genere è culturale e politica.
Nelle 440 pagine del volume vengono descritte le iniziative di sensibilizzazione, ascolto, incontro, intervento psico-educativo, realizzate da: Progetto uomini non più violenti di Bergamo, ‘Consultorio per gli uomini e gli interventi sulla violenza di genere’ di Bolzano e Rovereto, ‘Centro ascolto uomini maltrattanti’ (Cam) di Firenze, ‘Centro trattamento maltrattanti’ di Forlì, ‘Il lato oscuro – L’aspetto della sofferenza’ di Genova, ‘Centro italiano per la promozione della mediazione’ (Cipm) di Milano, centro ‘Stop alla violenza domestica’ (Savid) di Milano, ‘Presidio criminologico territoriale‘ sempre a Milano come anche il progetto ‘Uomini non più violenti’, Centro liberiamoci dalla violenza (Ldv) di Modena, progetto ‘In rete’ di Ferrara, progetto ‘Liberi dalla violenza‘ di Rimini, progetto ‘Relazioni libere dalla violenza‘ di Roma, progetto di ‘Be free‘ di Roma, ‘Sportello telefonico per l’ascolto del disagio maschile‘ di Torino, “Interpares/Intervento con uomini violenti” di Trieste (3203735663). Vengono anche analizzati nuovi progetti in fase di realizzazione. Tra questi, l’intervento che sta per essere avviato nel territorio di Caserta da parte del centro antiviolenza della cooperativa ‘Eva’.
“Il lato oscuro degli uomini” contiene una serie di riflessioni, proposte e testimonianze di studiose e operatori con diversi ruoli professionali che lavorano nell’ambito della lotta alla violenza di genere. Tra questi, solo per citarne alcuni, il sociologo Marco Deriu, la criminologa Francesca Garbarino, la psichiatra Chantal Podio, il counselor Michele Poli. Una pluralità di voci per analizzare, da diverse angolazioni, le ragioni e le motivazioni che “spiegano” i comportamenti violenti degli uomini e per ribadire la necessità di un cambio di ottica in grado di trasformare “il maschile” da problema a risorsa nella lotta contro la violenza. Nel testo si trovano anche una lettura delle leggi esistenti, con analisi dell’impostazione e dei limiti; un esame dei modelli comunicativi apparsi nelle recenti campagne pubbliche di sensibilizzazione; lo sguardo dei figli come motivazione alla scelta della “cura” da parte degli uomini.
In appendice poi il recente decreto legge “sul femminicidio”, convertito nella legge del 15 ottobre 2013 numero 119 con un commento in cui vengono messi sotto accusa “gli estremi della straordinarietà” (la situazione infatti è grave almeno dal 2006, periodo dei primi dati Istat disponibili), il ricorso al diritto penale “il più debole intrinsecamente quanto a capacità di incidere sui rapporti di potere” e non utile né per la prevenzione né come deterrente, l’uso non coerente del linguaggio utilizzato. In generale, si legge, “la filosofia del decreto comporta una riduzione dell’autodeterminazione della donna a vantaggio di una logica di irrigidimento e preteso efficientismo delle attività di polizia giudiziaria e processuali”.

Rassegna di incontri delle AUSL romagnole su iniziative a contrasto della violenza di genere

Fonte: AUSL Forlì (link alla comunicazione originale)Image

La diffusione della conoscenza sul fenomeno della violenza contro le donne e la specificità degli interventi sul suo contrasto sono al centro di una serie di incontri che partiranno mercoledì 30 ottobre 2013 presso il Teatro Verdi di Cesena e a Forlì il 19 dicembre, presso il Salone Comunale, Piazza Saffi.

Violenza sulle Donne”: priorità e strumenti in Area Vasta Romagna“. Da ottobre a marzo è in programma un ciclo di quattro incontri nei territori delle Ausl di Area Vasta Romagna per approfondire le tematiche legate a questo fenomeno, che oggi coinvolge il 30% della popolazione femminile mondiale, le sue implicazioni socio sanitarie e la rete di contrasto.

La violenza sulle donne è oggi un problema di grande attualità, che sempre più spesso occupa le pagine di cronaca nazionale e che a livello sanitario ha importanti ricadute economiche sul sistema. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità rappresenta un’emergenza di sanità pubblica di proporzioni epidemiche, che a livello globale coinvolge il 30% della popolazione femminile.

A questa problematica è dedicato un ciclo di incontri promosso dalle quattro Aziende di Area Vasta Romagna sul tema della “Violenza sulle donne e Salute di Comunità”. Una occasione per confrontarsi e condividere programmi di intervento unitari sui territori, che puntino sull’importante coinvolgimento di tutti i soggetti, a vario titolo interessati nell’azione di contrasto alla violenza di genere e di promozione del benessere della comunità.

Obiettivo ultimo è quello di creare una rete di servizi omogenea e in grado di sostenere e supportare le donne vittime di violenza, valorizzando il patrimonio di esperienza maturato nei singoli territori.

Gli incontri, della durata di 6 ore ciascuno, si svolgeranno nei territori delle quattro Aziende Sanitarie di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, a partire dal 30 ottobre fino al 20 marzo. Sono rivolti agli operatori di settore (in particolare operatori sanitari, assistenti sociali, operatori dei centri donna e dei centri per le famiglie, forze dell’ordine e associazioni di volontariato) per fornire strumenti teorici e metodologici attraverso cui rilevare, leggere e comprendere la violenza di genere, in ambito sociosanitario, nonché modelli operativi e strumentali per la gestione e il contrasto del fenomeno.

Il primo appuntamento si terrà a Cesena al Teatro Verdi (via Sostegni 13) mercoledì 30 ottobre. “Il bisogno” è il tema dell’incontro, incentrato sulla diffusione della conoscenza sul fenomeno della violenza contro le donne e la specificità degli interventi sul suo contrasto. Interverranno le autorità locali, dirigenti dell’Ausl, esperti del settore e alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine.

Il secondo incontro, in programma il 19 dicembre a Forlì nel Salone Comunale (p.zza Saffi, 8), vede coinvolta l’Ausl di Forlì. Tema della giornata formativa è “Il rischio”, con un focus sul ruolo degli operatori sociosanitari nell’individuazione e riconoscimento degli episodi di violenza sulle donne.

Il ciclo di incontri prosegue nell’anno nuovo a Rimini, alla Sala Smeraldo (via Coriano 38), il 21 febbraio. Il tema di questa terza sessione è “Il Danno”: interverranno professionisti dell’Ausl di Rimini e le autorità locali a sottolineare come la violenza contro le donne sia un potente fattore di rischio per la salute. E questo richiede un approccio al problema integrato da parte di strutture aziendali e società civile.

Il quarto e ultimo appuntamento è in programma a Ravenna, il 20 marzo 2014: presso la Sala A. Martignani (Largo Chartres, 1). Medici ed esperti del settore insieme alle autorità locali faranno il punto sul tema “Il futuro”, che chiude il ciclo di incontri. L’attenzione sarà focalizzata sulla rete di contrasto alla violenza contro le donne e sui possibili sviluppi per affrontare il problema, in particolare saranno trattati gli aspetti relativi agli interventi nei confronti degli uomini maltrattanti, quale direttrice di lavoro che sarà necessario implementare nel futuro.

Gli incontri sono stati organizzati dal Gruppo di Lavoro di Area Vasta Romagna composto da Marisa Bianchin, Direttore del Distretto di Lugo-Ausl di Ravenna, Lucio Boattini, Direttore del Distretto Ausl di Forlì, Antonella Brunelli, Direttore del Distretto Rubicone-Ausl di Cesena, Patrizia Picchetti, della direzione del Distretto Ausl di Forlì, Mara Maffia Russo, responsabile del progetto Dafne contro la violenza alle donne dell’Ausl di Rimini, Germana Nuti, referente Area Disabili e Consultorio Familiare dell’Ausl di Cesena.

 

 
Per tutte le informazioni è possibile scaricare il depliant da qui e la locandina da qui

CTM Open Day – Lunedì 25 Novembre

CTM open day

In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne“, il CTM-Centro Trattamento Uomini Maltrattanti di Forlì propone il suo primo Open Day.

Durante il pomeriggio di Lunedì 25 Novembre, presso la nostra sede di Via San Martino 13 nel centro storico di Forlì (mappa) proporremo una serie di attività di sensibilizzazione ed informazione sul tema, rivolte a tutti gli interessati ed a partecipazione totalmente gratuita.

Scarica la brochure informativa

Ciclo di incontri gratuiti “Violenza di Genere: La Parola agli Uomini”

Associazione Culturale DELFI e CTM di Forlì invitano a partecipare ad una rassegna di incontri sul tema della violenza di genere e del trattamento degli uomini autori di violenza dal titolo “Violenza di genere: La parola agli uomini“.

La rassegna propone quattro incontri a cadenza settimanale tra i mesi di Ottobre e Novembre 2013 (17 e 24 Ottobre, 7 e 14 Novembre), a Forlì. Gli incontri sono rivolti sia a chi opera per il supporto nei casi di violenza domestica, sia ai privati cittadini interessati alle tematiche trattate.

La partecipazione è totalmente gratuita, è sufficiente inviare una mail di conferma con nominativo e contatti all’indirizzo ctmforli@gmail.com entro e non oltre Giovedì 10 Ottobre 2013.

Per motivi logistici saranno accettate le prime 20 richieste di partecipazione. Chi non rientra nel numero massimo sarà informato per le edizioni successive, con priorità di iscrizione.

Al termine del ciclo di incontri verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Preghiamo altresì di sostenere l’iniziativa dandone comunicazione presso i propri contatti e diffondendo il materiale informativo.

Scarica il volantino informativo (pdf)

Articolo sull’incontro “Uomini contro la violenza” su romagnapost.it

Articolo di Elena Dolcini per il portale multiblog romagnapost.it sull’incontro recentemente organizzato dal Comune di Forlì, Centro Donna Forlì e CTM dal titolo “Uomini contro la violenza di genere“.

romagnapost

Sconfiggere la Violenza di Genere attraverso un’attenta analisi comportamentale e di trattamento.

Di Elena Dolcini, 10 maggio 2013 (link all’articolo originale)
Ieri, giovedì 9 maggio 2013, il Centro Trattamento (Uomini) Maltrattanti ha organizzato presso la sala Randi del Comune di Forlì un pomeriggio di lavori sul tema della violenza contro le donne; per scientificità e profondità di riflessione, gli interventi dei quattro psicologi responsabili del CTM di Forlì si potrebbero definire vere e proprie lezioni magistrali dall’ammirevole qualità teoretica e pratica.
Il pubblico, con l’unica nota dolente di essere composto da solo DUE uomini, ha reagito e partecipato con interesse perché l’argomento eloquentemente affrontato da Daniele Vasari e compagni non solo è sulla bocca di tutti negli ultimi mesi, ma rappresenta un tabù, ciò che nell’immaginario collettivo andrebbe affrontato con coraggio e radicalmente combattuto, ma che allo stesso tempo provoca irrequietezza, come un quid perturbante che ci ricorda la nostra fallibilità negativa.
Si tratta della violenza. E in questo caso specifico della violenza di genere, un tema che tutto è tranne che omogeneo e univocamente definibile; dallo stalking al femminicidio, dal mobbing al violenza economica, l’aggressività si manifesta nelle forme più eterogenee mettendo anche in discussione il successo di un’analisi scientifica che miri a definizioni.
Ieri pomeriggio i Dott. Andrea Spada, Daniele Vasari, Andrea Montesi e Michele Piga hanno intrattenuto il pubblico con un’opera di divulgazione coinvolgente, riflessiva e incalzante; il tema della violenza è stato affrontato dal punto di vista dei maltrattanti, uomini che, come ha ricordato anche l’Assessora alle Pari Opportunità Maltoni nel suo intervento introduttivo, sono gelosi dell’autonomia decisionale delle loro compagne.
L’obiettivo del CTM è aiutare gli uomini in un percorso di cambiamento, svolgendo un’azione preventiva, di informazione e di ‘alfabetizzazione emotiva’; la violenza contro le donne non è infatti solo un problema del genere femminile, ma di un’intera società a cui risulta più semplice ‘rimuovere’ il negativo, piuttosto che affrontarlo di petto.
In questo modo, ci fanno capire gli psicologi del CTM, non solo si accentuano squilibri emozionali, ma anche forme di aggressione che nascono da irrealistiche rappresentazioni del sé e da un malfunzionamento quasi cronico del rapporto tra uomo e donna.
Il Dott. Daniele Vasari, impegnato professionalmente da dieci anni presso il carcere di Reggio-Emilia, ha presentato al pubblico alcune scene di un film crudo, togli fiato, quasi sublime nella sua capacità di rappresentazione brutale e perturbante; ‘Ti do i miei occhi’, questo il titolo, è una pellicola spagnola del 2003. Racconta la storia turbolenta e passionale di una violenza domestica e lo fa con un’attenta analisi comportamentale dell’aggressore, che, per esempio, prova a controllare la sua rabbia andandosene di casa quando si accorge che potrebbe esplodere in tutta la sua aggressività, ma che poi fallisce e compie di nuovo violenza sulla moglie ‘incapace’ di lasciarlo.
Il Dott. Vasari, con un discorso dalla sensibilità anche sociologica, denuncia come spesso siano i giornalisti stessi ha incentivare la disinformazione sulla violenza di genere; negli ultimi tempi Reggio-Emilia è stata scenario di tre ‘femminicidi’ e, in tutti i tre casi, i titoli dei giornali recitavano la medesima frase: ‘uomo colpito da un raptus’.
Ma che cos’è il raptus?
Una parola che con molta probabilità è utilizzata senza cognizione; prassi comune questa per cui ci impossessiamo e utilizziamo indiscriminatamente una terminologia di mestiere senza conoscere il suo esatto significato.
Centri come il CTM potrebbero essere un aiuto consistente ed efficace nella prospettiva di una logica di collaborazione: urge sempre più un pratico cambiamento di una situazione che non solo sta facendo sempre più paura, ma è anche indice del fatto che in momenti di crisi profonda la società si dovrebbe fermare a pensare, a studiare, a riflettere sul proprio ‘sé’.
La disponibilità al trattamento fa parte di una più ampia e generica apertura al cambiamento, con cui si mettono in discussione le proprie precedenti credenze e convinzioni per vivere, si spera, un futuro in cui la violenza non sia più protagonista.

Incontro aperto UOMINI CONTRO LA VIOLENZA: Percorso di cambiamento per gli uomini autori di violenza di genere

Incontro aperto alla cittadinanza sul tema della violenza di genere e sul servizio di supporto all’uomo maltrattante di recente apertura anche a Forlì: il Centro Trattamento Uomini Maltrattanti – CTM.
Partecipazione libera e gratuita.

Scarica la brochure informativa.

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PROGRAMMA DELL’INCONTRO:

15.00 – Introduzione Dott. Andrea Spada, psicologo-psicoterapeuta, presidente associazione Delfi, responsabile amministrativo CTM (centro trattamento maschi maltrattanti di Forlì)

15.30 – Intervento Assessori del Comune di Forlì Dott. Davide Drei e Dott.ssa Maria Maltoni.

16.30 – Dott. Daniele Vasari, psicologo-psicoterapeuta, responsabile
scientifico del CTM
Presentazione del servizio CTM : Perché un servizio per uomini maltrattanti su Forlì.

17.00 – Pausa.

17.30 – Dott. Andrea Montesi
Le caratteristiche dello stalking.

18.00 – Dott. Michele Piga, psicologo
Gli stereotipi della violenza.

18.30 – Dibattito.

19.00 – Fine lavori