Presentazione del libro “Linguaggi e gesti della violenza” a Roma

Questo pomeriggio l’equipe del CTM presenterà il libro “Linguaggi e gesti della violenza” presso la Associazione della Sala Stampa Estera in Italia in Via dell’Umiltà 83/c, Roma alle ore 15:30.
Interverranno M.G. Cernieri Moscatelli, Presidentessa di Telefono Rosa, la Senatrice M. Cirinnà, la giornalista C. Cucchiarelli e la Dott.ssa S. Matone, Presidentessa del DAP.

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Lo spettacolo/laboratorio “Illusioni, amore e colpa” su Lavoratore Sociale

La rivista “Lavoratore Sociale” edita da Erickson, pubblica come buona prassi un resoconto dello spettacolo/laboratorio teatrale “Illusioni, Amore e Colpa“, curato da Giolli Coop. Soc. di Parma e proposto alla cittadinanza forlivese già nello scorso anno con il supporto del Centro Donna e CTM di Forlì.

Ricordiamo che l’esperienza verrà riproposta contestualmente alla rassegna di iniziative #LUOGHICOMUNI (sostenuta dall’Assessorato alle Pari Opportunità e dal Centro Donna di Forlì) Sabato 28 Novembre alle ore 17:30 presso la Fabbrica delle Candele (mappa).

lavoro sociale

Link all’articolo originale

Illusioni amore colpa

Uno spettacolo teatrale sul tema della violenza di genere che coinvolge anche gli spettatori con la metodologia partecipativa

Andrea Spada e gli altri operatori del Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì presentano alcune iniziative di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere

Le azioni di violenza nei confronti delle donne, dei minori o degli anziani sono tristemente all’ordine del giorno. Soltanto nel nostro Paese una donna su tre afferma di essere stata vittima di un tentativo di stupro o di una violenza fisica, più spesso ad opera del proprio partner ma anche da parte di sconosciuti. Questi dati allarmanti fanno riferimento soprattutto alla ricerca Istat del 2014 che però ferma il campione rappresentativo alle donne dai 16 a 70 anni.

Secondo alcuni studi poi il background dei violenti è piuttosto tipico e ben delineato: generalmente, si tratta di soggetti che da bambini sono cresciuti in famiglie gerarchizzate in cui loro per primi hanno subito violenze da parte di genitori, divenendo così frustrati e profondamente incapaci di gestire le reazioni emotive.
A volte però sembra che il cercare la componente di diversità nella persona, come una sorta di “deformità personologica”, ci possa aiutare ad allontanare dalla nostra mente l’ipotesi che questo uomo, che ha commesso violenza, sia uguale a noi. Il fatto che fino al giorno prima possa essere “circolato” senza difficoltà davanti ai nostri occhi diviene incredibile per la nostra mente; ci aspettiamo, anzi ostinatamente vogliamo, nel leggere la notizia della ennesima violenza, che questi uomini abbiano caratteristiche morali, sociali, razziali diverse dalle nostre ed in questo modo giustificare gli avvenimenti.
Occorre invece considerare il fenomeno dalla parte più profonda, anche relativamente ai vissuti che ognuno prova relativamente al concetto di “violenza”, per poter affrontare le problematica in modo più adeguato, inserendo, in questa logica, anche l’intervento terapeutico specifico per il maschio autore di violenza. Infatti l’opera di prevenzione nei confronti della violenza di genere, se agita solo nei confronti delle donne vittime di violenza risulta una azione a metà. Occorre operare anche nei confronti di chi ha agito violenza, perché è anche con questa tipologia di interventi che è possibile diminuire il tasso di recidiva.
La persona che agisce violenza, nello specifico quella di genere, da una parte deve giustamente subire le conseguenze legali del suo atto, ma da un’altra è una persona, un soggetto che può affrontare il problema per risolverlo e prevenire altre manifestazioni.

Gli operatori del CTM (Centro Trattamento Uomini Maltrattanti di Forlì, servizio di DELFI ASSOCIAZIONE CULTURALE, operativo nel settore dal 2012) Continua a leggere “Lo spettacolo/laboratorio “Illusioni, amore e colpa” su Lavoratore Sociale”

#LUOGHICOMUNI, settimana dedicata al tema della violenza di genere

 

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Nella foto: “Zapados Rojos” di Elina Chauvet

Il 25 Novembre ricorre la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Durante tutta la settimana il CTM sarà impegnato in una serie di iniziative nel comprensorio di Forlì sul tema della violenza di genere, portando il punto di vista di chi si occupa degli autori di violenza.

Le iniziative fanno parte della rassegna #LUOGHICOMUNI, promossa dal Centro Donna e dal Comune di Forlì.

Tutte le iniziative sono a partecipazione libera e gratuita.

Qui di seguito il programma completo della rassegna #LUOGHICOMUNI e dell’evento di Domenica 29.

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Articolo sulle molestie sessuali su Anconatoday.it

Pubblicato da Ancona Today in data 1 Settembre 2015 un articolo a firma di Andrea Montesi (psicologo e referente area stalking del CTM di Forlì, info) dal titolo “Molestie ed avances, che cosa prova la vittima” (link all’articolo originale).

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Molestie ed avances, che cosa prova una vittima – Blog

E’ stato recentemente riportato dai quotidiani l’ennesimo caso di molestie da parte di un uomo (nel caso specifico di un ragazzo), nei confronti di due ragazze, avvenuto nella città di Ancona. Ciò è avvenuto a tarda notte, in un parcheggio, dopo un pedinamento effettuato dal ragazzo ai danni delle due, lungo il tragitto che portavano le ragazze a riprendere l’auto per rincasare. Questo appena descritto è solo l’ultima delle tante notizie che riguardano tali episodi.

Ma chi è il molestatore? Quale è il suo scopo? Il molestatore è una persona che mira ad instaurare un rapporto, spesso non desiderato dalla vittima, mediante atteggiamenti che invadono l’intimità della persona a cui sono rivolti. Tendenzialmente, tali comportamenti, sono supportati da un linguaggio scurrile e arrogante che viene percepito come intimidatorio e minacciatorio da coloro che lo subiscono. La motivazione che spinge il molestatore a ottenere le attenzioni prima e la persona poi, sono scopi ben precisi, tendenzialmente di natura erotico-sessuale, oppure intimidatoria, al fine di ottenere quella sensazione di dominanza e superiorità che deriva dalla paura percepita dalla vittima. A volte tali atteggiamenti possono dipendere, o venir ampliati, dall’uso e abuso di sostanze o da alcool.

Ma non sempre ciò è la base dei comportamenti molestatori. Ma tale categorie di persone, hanno un notevole riscontro anche nel web e nei social network. L’accesso costante, tramite apposite piattaforme social, in cui si possono caricare pensieri, foto, emozioni, etc.. permette al molestatore di scrutare nella vita privata della vittima prima e interferirvi poi tramite pressioni, commenti e avances indesiderate. Portato all’estremo il molestatore può essere annoverato come stalker se queste comunicazioni intrusive e non desiderate e intimidatorie, vengono ripetute nel tempo con una certa costanza.

Ma il molestatore non è il solo protagonista di questi episodi, c’è anche la vittima. Ma cos’è che spaventa delle molestie e delle avances? E’ la percezione di invasione di propri spazi vitali, l’intromissione di persone altre, indesiderate? O sono i modi, la violenza e le parole di chi molesta che creano nelle vittime l’allarme, la paura e l’angoscia?  La percezione della vittima è la somma di tutto ciò, ed i comportamenti subiti sono percepiti come invadenti e sgraditi, vissuti come minaccia alla propria persona e libertà, di paura per ciò che sta accadendo, anche perchè tali sentimenti sono legati ad un senso di smarrimento e di ansia, che non rende sempre la vittima in grado di reagire celermente per liberarsi di queste sgradite attenzioni.

Andrea Montesi – Psicologo del Lavoro, Referente IPSE  – Ancona; Fondatore CTM di Forlì
Contatta gli psicologi dell’IPSE Ancona! Scrivi a: ipse@poliarte.org

Articolo sullo stalking su Ancona Today

Pubblicato da Ancona Today in data 29 Aprile 2015 un articolo a firma di Andrea Montesi (psicologo e referente area stalking del CTM di Forlì, info) dal titolo “Stalking: quando la persecuzione arriva dai vicini di casa

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Link all’articolo originale su Anconatoday.it

Stalking, quando la persecuzione arriva dai vicini di casa

L’Istituto di Psicologia e di Ergonomia di Ancona analizza lo stalking nei suoi aspetti psicologici facendo riferimento anche a casi tanto frequenti quanto sottovalutati dall’opinione pubblica: lo stalking tra vicini di casa

La notizia recentemente riportata da AnconaToday riguardante un’anziana signora persecutrice di una coppia di vicini, è solamente l’ennesimo caso di stalking reso noto dai media e dai giornali. La signora, dopo 28 anni di appostamenti e minacce, è stata prima diffidata e poi denunciata per stalking dalle forze dell’ordine. E’ bene ricordare che lo stalking è una serie di comportamenti ripetuti ed intrusivi, di sorveglianza e controllo, di ricerca di contatto e di comunicazione nei confronti di una vittima che risulta infastidita o allarmata da tali comportamenti, i quali possono sfociare in minacce o aggressioni  fisiche da parte dello stalker. In questa vicenda, ci sono alcuni punti atipici per lo stalking, ed altri in linea.

Primo punto di atipicità: lo stalker è una donna. Non sono numerosi i casi in cui ciò si verifica in quanto per le analisi statistiche esistenti, nel 70% dei casi “il predatore” è un uomo (fonte “Osservatorio Nazionale sullo Stalking”). Inoltre, tendenzialmente lo stalking è applicato ad una sola persona, e non ad una coppia come in questo caso, anche se il dolore che crea lo stalking nella vittima inevitabilmente influenza anche i suoi affetti, i quali vengono descritti come vittime secondarie. Secondo punto di unicità:  la persecutrice è una vicina di casa della coppia. La statistica della fonte citata in precedenza, evidenzia che nei casi di stalking il 55% di chi applica tale violenza psicologica, che spesso può sconfinare in fisica, è un partner o un ex partner, e solo nel 25% dei casi è un vicino/a (le restanti percentuali residue sono suddivise tra colleghi di lavoro o di studio e parenti). Se ne analizziamo i comportamenti applicati, si evidenziano tratti di tipicità dello stalker,  attraverso i quali possiamo riconoscerne l’impronta. Parliamo di due grandi categorie di riferimento che sono azioni mirate a Contatti, spesso non voluti dalla vittima, con comportamenti di Controllo Diretto (sorvegliare, pedinare, appostarsi, etc..), come quelli effettuati dall’anziana signora, o comportamenti di Confronto Diretto  (visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce, aggressioni, violenze).

La chiave per capire se tali comportamenti sono realmente azioni stalkizzanti, si fonda sulla numerosità di volte che vengono inflitti alla vittima, ovvero un minimo di 10 manifestazioni per almeno 4 settimane, e sull’intensità che tali comportamenti provocano nella vittima (per citarne solo alcuni, intendiamo  profonde alterazioni dello stile di vita, tra cui il limitare la propria mobilità, vissuti quali ansia, paura e sensazione di essere costantemente “braccati”, etc.. ). E l’anziana signora, sia per durata che per intensità, nonché per la tipologia delle azioni messe in atto, rientra ampiamente nelle categorie appena descritte.
Per essere maggiormente esaustivi e approfondire meglio il fenomeno “Stalking”, bisognerebbe comprendere le motivazioni, i vissuti e i sentimenti della vittima. Inoltre, hanno molta importanza le caratteristiche dello stalker, gli stili di comunicazione che adotta (altra chiave di lettura per capire se si è funestati da uno stalker) e le possibilità di difesa o di resistenza a tali attacchi da parte dei soggetti perseguitati. Per le vittime il primo modo per reagire è quello di condividere il proprio stato di angoscia con la famiglia – o con gli amici – e chiaramente con le forze dell’ordine.

Linguaggi e gesti della violenza

Esce in questi giorni “Linguaggi e gesti della violenza“, a cura di Daniele Vasari ed Andrea Spada. Edito da Publi&Stampa (Ravenna), il lavoro raccoglie i contributi di diversi professionisti sul tema della violenza di genere nella sue diverse sfaccettature.

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  1. La violenza e la sua genesi sociale di Daniele Vasari (Psicologo/Psicoterapeuta);
  2. Quotidiana violenza di Stefano Pasqui (Psicologo);
  3. La donna vittima di violenza di Maria Caterina Manca (Medico Chirurgo)
  4. La violenza in famiglia di Clede Maria Garavini (Psicologa/Psicoterapeuta)
  5. La violenza negli occhi del bambino di Michele Piga (Psicologo)
  6. Stalking o atti persecutori di Andrea Montesi (Psicologo)
  7. Differenze di genere e sport di Andrea Spada (Psicologo/Psicoterapeuta)
  8. Il gruppo Caino di Silvia Monauni (Psicologa/Psicoterapeuta)
  9. Donne senza storia di Paola Fabbri (Graphic designer e pittrice)

Il libro è in vendita online su IBS e Libreria Universitaria.