CTM a Radio Italia Vision Ravenna

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Lunedì 26 Settembre 2016 i professionisti del Centro Trattamento Uomini Maltrattanti di Forlì, Andrea Spada e Michele Piga, sono stati ospiti di Radio Italia Vision a Ravenna durante la trasmissione Tra Palco e Realtà condotta da Gabriele Rambelli, per parlare di violenza di genere.

Proponiamo di seguito il video della puntata

Spettacolo Open (h)Air 25 Luglio 2016 – Interventi introduttivi

Sabato 25 Luglio ha avuto luogo a Sasso Marconi, presso la Piazzetta Teatro, la replica dello spettacolo di interazione creativa “Open (h)Air – Comics, contro la violenza sulle donne“.
L’iniziativa, ideata e coordinata dalla fotografa bolognese Paola Luciani, tratta il tema della violenza di genere unendo musica dal vivo, danza, fotografie, video, illustrazioni, senza mai mostrare immagini violente.

Nel filmato qui sotto gli interventi di presentazione iniziali dello spettacolo, tra i quali quello del Dott. Michele Piga in rappresentanza del Centro Trattamento Maltrattanti di Forlì, che patrocina ufficialmente il progetto.

Per saperne di più:

http://www.paolaluciani.com/

Articolo “Stalking e Cyberstalking: come inizia una persecuzione?” su AnconaToday.it

Articolo di Andrea Montesi, psicologo referente per il CTM dell’area stalking, sulla testata online AnconaToday.it

Link all’articolo originale: http://www.anconatoday.it/blog/psicologia-della-notizia/stalking-cyberstalking-maggio-2016.html

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Tutti noi sogniamo. Non intendo i sogni che si fanno ad occhi aperti, o  i desideri che vorremmo realizzare. Intendo il sogno che nasce dal sonno, dal ristoro fisico e mentale necessario al nostro sopravvivere. Nelle ore in cui dormiamo, il nostro cervello crea nuovi mondi, a volte incomprensibili, rielaborando immagini ed episodi che ci sono accaduti durante la giornata, oppure dando una forma (a volte astratta e metafisica, altre volte comprensibile e chiara) ad emozioni che abbiamo vissuto nel nostro quotidiano, oppure collegando informazioni, relazioni ed emozioni di cui non siamo consapevoli durante le ore di veglia.  A volte si sogna di cadere o di volare, altre volte ci fa visita il nostro sogno ricorrente, il quale non vuole svelare i suoi significati o il messaggio che da tempo vorrebbe condividere con noi. Altre volte siamo in realtà paradisiache, piacevoli ed estasianti, ma capita anche di essere catapultati in sogni terribili, ansiosi, in cui si cerca una via di fuga senza trovarla, in cui gli scenari cambiano, ma quella sensazione di essere rincorsi, braccati, in fuga da qualcuno o qualcosa non ci abbandona ed anzi, è legata al nostro sogno come un odore impregnato nei tessuti delle nostre vesta. Spesso al nostro risveglio, i sogni svaniscono, come non fossero mai esistiti, non si ricordano, rimane una flebile traccia che con il passare delle ore scompare. Oppure rimangono, e magari segnano la nostra giornata, non si può non pensarci: è qualcosa di presente ma intangibile.

E proprio come nel sogno (incubo) in cui si fugge, si è terrorizzati e spaesati, che vive chi è vittima dello stalking e del cyberstalking: una percezione di intangibile paura ed ansia per la propria incolumità e quella dei propri cari, che attanaglia lo stomaco e la mente, che fa vivere la vittima in un specie di sospensione.

La sensazione di essere braccati, controllati, seguiti e perseguitati da uno stalker che si apposta, pedina e invade lo spazio privato, intimo e sociale della vittima, è qualcosa che, come nel sogno, non permette di dar un senso e un significato compiuto a ciò che sta succedendo, soprattutto nella fase iniziale della persecuzione. Perché  la vittima è “incosciente” di ciò che le sta accadendo, nel senso che non ha coscienza di ciò che una relazione (d’amore o amicizia, ma anche di lavoro o studio) sta muovendo i passi per divenire una relazione “tossica” e disfunzionale, sia nel mondo reale (stalking) e nel mondo virtuale (cyberstalkig), o in forma mista, che racchiude entrambe le tipologie.

Ma come inizia una persecuzione di uno stalker o cyberstalking? Dove troviamo i padroni di questo malessere? Perché una persona decide di ricoprire questo ruolo così intimidatorio (e a volte anche violento, non solo a livello psicologico, ma anche fisico)?

Prima cosa da tenere a  mente è che lo stalking non è un fenomeno omogeno e lo stalker è un individuo, e come tale è unico e differente da qualsiasi altra persona, così come i comportamenti che mette in atto e le motivazioni che guidano tali azioni. Ma, i casi che maggiormente ricorrono, sono: lo stalker nasce nel momento in cui un amore finisce (oppure una persona innamorata di un’altra subisce un rifiuto da quest’ultima). Una relazione fra due persone cessa di esistere, ed una delle due non può, non vuole o non riesce a rinunciare all’altra, non ha le capacità cognitive ed emotive per gestire il senso di abbandono, di rifiuto e di solitudine che derivano dalla separazione. E allora continua a portare avanti la relazione “unilateralmente”, vivendo nel ricordo della coppia, seguendo la vittima, appostandosi e pedinandola, facendosi trovare nei luoghi che frequenta, intervenendo nella sua vita privata con telefonate, messaggi, email e contatti sulle piattaforme social, per esprimere ancora il suo “amore”, la sua necessità di star con l’altra persona, di non poter vivere senza (e di conseguenza, neanche la vittima deve e può vivere senza quel partner diventato stalker). Ancora, lo stalking può derivare da una persona che si reputa un’amico/a, da un compagno/a di studi o da un/una collega, il quale non percepisce la relazione come tale, e che in seguito ad un rifiuto, o per paura del rifiuto e della conseguente rabbia che ne può derivare, per mancanza di fiducia e capacità in se stesso/a si tramuta in persecutore.

Ma lo stalker può anche divenire tale non in seguito ad una relazione reale, ma bensì in seguito a fantasie proprie ed “immaginate”, che non esistono nel mondo vero. Invia regali e messaggi d’amore alla vittima (che con il tempo possono diventare di minaccia), conosce i suoi spostamenti e la segue, tendenzialmente evita il contatto e rimane nascosto, appostato, ipotizzando e bramando la relazione con la vittima.

Inoltre, lo stalking può espandersi e minare la vita della vittima nella sua parte web, social, virtuale mediante il cyberstalking. Questo nasce come componente on-line di azioni di stalking già presenti nella realtà, costituito da una serie di insulti e infamie inviate pubblicamente o in privato (pensiamo alla bacheca di Facebook, o ai messaggi privati di Messanger o WhatsApp, etc..), può consistere nell’inviare una quantità spropositata di email e messaggi d’amore o di minacce, fino a cercare di rubare e accedere all’identità nel web della vittima. Tutto ciò al fine di minare totalmente gli ambiti della vita privata della vittima. E le motivazioni che spingono i cyberstalker a realizzare tali comportamenti sono sovrapponibili a quelli applicati nello stalking. Altresì, il cyberstalking può essere reale sono nel mondo virtuale, senza una conseguenza nel mondo fisico per la vittima, ma ciò non significa che la sensazione di inquietudine, paura e disagio psicologico sia attenuato e minore in confronto allo stalking.

L’inizio dello stalking e del cyberstalking, il comprendere che una relazione di qualsiasi genere si stia tramutando in una situazione pericolosa, è probabilmente il momento più difficoltoso per la vittima, in quanto sulle prime non riesce a realizzare cosa effettivamente stia accadendo, e successivamente deve trovare la necessaria forza per reagire e chiedere aiuto.

Dott.  Andrea Montesi – psicologo del lavoro e delle organizzazioni, referente IPSE Ancona, docente di ergonomia e antropometria alla Poliarte di Ancona, cofondatore CTM Forlì

 

CTM a Happy Family Expo – Forlì Fiera

Il Cento Trattamento Uomini Maltrattanti partecipa all’edizione annuale di Happy Family Expo 2016 Sabato 27 e Domenica 28 febbraio 2016, presso la Fiera di Forlì.

Happy Family è “la grande manifestazione dedicata ai bambini da 0 a 12 anni, ai genitori e al mondo della scuola”.

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All’interno del padiglione della fiera troverete un banchetto informativo a cura del Centro Famiglie, del Centro Donna, e del Centro Trattamento Uomini Maltrattanti di Forlì, per avere maggiori informazioni sulle iniziative in programma ed i servizi offerti.

Per maggiori informazioni sull’esposizione Happy Family è possibile consultare il sito http://www.happyfamilyexpo.it/

Presentazione del libro “Linguaggi e gesti della violenza” a Roma

Questo pomeriggio l’equipe del CTM presenterà il libro “Linguaggi e gesti della violenza” presso la Associazione della Sala Stampa Estera in Italia in Via dell’Umiltà 83/c, Roma alle ore 15:30.
Interverranno M.G. Cernieri Moscatelli, Presidentessa di Telefono Rosa, la Senatrice M. Cirinnà, la giornalista C. Cucchiarelli e la Dott.ssa S. Matone, Presidentessa del DAP.

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Lo spettacolo/laboratorio “Illusioni, amore e colpa” su Lavoratore Sociale

La rivista “Lavoratore Sociale” edita da Erickson, pubblica come buona prassi un resoconto dello spettacolo/laboratorio teatrale “Illusioni, Amore e Colpa“, curato da Giolli Coop. Soc. di Parma e proposto alla cittadinanza forlivese già nello scorso anno con il supporto del Centro Donna e CTM di Forlì.

Ricordiamo che l’esperienza verrà riproposta contestualmente alla rassegna di iniziative #LUOGHICOMUNI (sostenuta dall’Assessorato alle Pari Opportunità e dal Centro Donna di Forlì) Sabato 28 Novembre alle ore 17:30 presso la Fabbrica delle Candele (mappa).

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Link all’articolo originale

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Uno spettacolo teatrale sul tema della violenza di genere che coinvolge anche gli spettatori con la metodologia partecipativa

Andrea Spada e gli altri operatori del Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì presentano alcune iniziative di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere

Le azioni di violenza nei confronti delle donne, dei minori o degli anziani sono tristemente all’ordine del giorno. Soltanto nel nostro Paese una donna su tre afferma di essere stata vittima di un tentativo di stupro o di una violenza fisica, più spesso ad opera del proprio partner ma anche da parte di sconosciuti. Questi dati allarmanti fanno riferimento soprattutto alla ricerca Istat del 2014 che però ferma il campione rappresentativo alle donne dai 16 a 70 anni.

Secondo alcuni studi poi il background dei violenti è piuttosto tipico e ben delineato: generalmente, si tratta di soggetti che da bambini sono cresciuti in famiglie gerarchizzate in cui loro per primi hanno subito violenze da parte di genitori, divenendo così frustrati e profondamente incapaci di gestire le reazioni emotive.
A volte però sembra che il cercare la componente di diversità nella persona, come una sorta di “deformità personologica”, ci possa aiutare ad allontanare dalla nostra mente l’ipotesi che questo uomo, che ha commesso violenza, sia uguale a noi. Il fatto che fino al giorno prima possa essere “circolato” senza difficoltà davanti ai nostri occhi diviene incredibile per la nostra mente; ci aspettiamo, anzi ostinatamente vogliamo, nel leggere la notizia della ennesima violenza, che questi uomini abbiano caratteristiche morali, sociali, razziali diverse dalle nostre ed in questo modo giustificare gli avvenimenti.
Occorre invece considerare il fenomeno dalla parte più profonda, anche relativamente ai vissuti che ognuno prova relativamente al concetto di “violenza”, per poter affrontare le problematica in modo più adeguato, inserendo, in questa logica, anche l’intervento terapeutico specifico per il maschio autore di violenza. Infatti l’opera di prevenzione nei confronti della violenza di genere, se agita solo nei confronti delle donne vittime di violenza risulta una azione a metà. Occorre operare anche nei confronti di chi ha agito violenza, perché è anche con questa tipologia di interventi che è possibile diminuire il tasso di recidiva.
La persona che agisce violenza, nello specifico quella di genere, da una parte deve giustamente subire le conseguenze legali del suo atto, ma da un’altra è una persona, un soggetto che può affrontare il problema per risolverlo e prevenire altre manifestazioni.

Gli operatori del CTM (Centro Trattamento Uomini Maltrattanti di Forlì, servizio di DELFI ASSOCIAZIONE CULTURALE, operativo nel settore dal 2012) Continua a leggere “Lo spettacolo/laboratorio “Illusioni, amore e colpa” su Lavoratore Sociale”

#LUOGHICOMUNI, settimana dedicata al tema della violenza di genere

 

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Nella foto: “Zapados Rojos” di Elina Chauvet

Il 25 Novembre ricorre la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Durante tutta la settimana il CTM sarà impegnato in una serie di iniziative nel comprensorio di Forlì sul tema della violenza di genere, portando il punto di vista di chi si occupa degli autori di violenza.

Le iniziative fanno parte della rassegna #LUOGHICOMUNI, promossa dal Centro Donna e dal Comune di Forlì.

Tutte le iniziative sono a partecipazione libera e gratuita.

Qui di seguito il programma completo della rassegna #LUOGHICOMUNI e dell’evento di Domenica 29.

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