Incontro pubblico “Storie d’amore violato” a Ravenna il 3 Dicembre

Un incontro pubblico a Ravenna per parlare di violenza all’interno delle relazioni amorose e familiari. La Cooperativa Sociale “Libra” assieme all’Assessorato alle Politiche e la Cultura di Genere del Comune di Ravenna organizza un’importante occasione di confronto sul tema del trattamento degli autori di violenza.

Partecipano all’incontro operatori e professionisti esperti della tematica da un punto di vista giuridico, sanitario e psicologico. Per il CTM di Forlì interverrà il Dott. Daniele Vasari.

Appuntamento aperto alla cittadinanza Sabato 3 Dicembre dalle 9:30 alle 13:00 a Ravenna presso la Sala D’Attorre (Via Ponte Marino 2).

Scarica il volantino in PDF

 

CTM e Centro Donna a Predappio per parlare di violenza di genere

Martedì 22 Novembre si è tenuto un incontro pubblico sul tema della violenza di genere a Predappio, presso il Centro Elianto di piazzale Isonzo.

Relatori dell’incontro Giulia Civelli, coordinatrice del Centro Donna di Forlì, Andrea Spada, psicologo/psicoterapeuta del CTM di Forlì e Chiara Zoli, avvocato.

Ha avuto luogo un libero confronto con la cittadinanza su temi quali: come riconoscere le situazioni a rischio, cosa fare, quali sono i servizi a cui rivolgersi, perché si scatena una reazione violenta, come si esce dal suo meccanismo perverso.

Evento segnalato da Forlì Today, Forlì24ore e 4live.it.

 

Articolo “Stalking e Cyberstalking: come inizia una persecuzione?” su AnconaToday.it

Articolo di Andrea Montesi, psicologo referente per il CTM dell’area stalking, sulla testata online AnconaToday.it

Link all’articolo originale: http://www.anconatoday.it/blog/psicologia-della-notizia/stalking-cyberstalking-maggio-2016.html

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Tutti noi sogniamo. Non intendo i sogni che si fanno ad occhi aperti, o  i desideri che vorremmo realizzare. Intendo il sogno che nasce dal sonno, dal ristoro fisico e mentale necessario al nostro sopravvivere. Nelle ore in cui dormiamo, il nostro cervello crea nuovi mondi, a volte incomprensibili, rielaborando immagini ed episodi che ci sono accaduti durante la giornata, oppure dando una forma (a volte astratta e metafisica, altre volte comprensibile e chiara) ad emozioni che abbiamo vissuto nel nostro quotidiano, oppure collegando informazioni, relazioni ed emozioni di cui non siamo consapevoli durante le ore di veglia.  A volte si sogna di cadere o di volare, altre volte ci fa visita il nostro sogno ricorrente, il quale non vuole svelare i suoi significati o il messaggio che da tempo vorrebbe condividere con noi. Altre volte siamo in realtà paradisiache, piacevoli ed estasianti, ma capita anche di essere catapultati in sogni terribili, ansiosi, in cui si cerca una via di fuga senza trovarla, in cui gli scenari cambiano, ma quella sensazione di essere rincorsi, braccati, in fuga da qualcuno o qualcosa non ci abbandona ed anzi, è legata al nostro sogno come un odore impregnato nei tessuti delle nostre vesta. Spesso al nostro risveglio, i sogni svaniscono, come non fossero mai esistiti, non si ricordano, rimane una flebile traccia che con il passare delle ore scompare. Oppure rimangono, e magari segnano la nostra giornata, non si può non pensarci: è qualcosa di presente ma intangibile.

E proprio come nel sogno (incubo) in cui si fugge, si è terrorizzati e spaesati, che vive chi è vittima dello stalking e del cyberstalking: una percezione di intangibile paura ed ansia per la propria incolumità e quella dei propri cari, che attanaglia lo stomaco e la mente, che fa vivere la vittima in un specie di sospensione.

La sensazione di essere braccati, controllati, seguiti e perseguitati da uno stalker che si apposta, pedina e invade lo spazio privato, intimo e sociale della vittima, è qualcosa che, come nel sogno, non permette di dar un senso e un significato compiuto a ciò che sta succedendo, soprattutto nella fase iniziale della persecuzione. Perché  la vittima è “incosciente” di ciò che le sta accadendo, nel senso che non ha coscienza di ciò che una relazione (d’amore o amicizia, ma anche di lavoro o studio) sta muovendo i passi per divenire una relazione “tossica” e disfunzionale, sia nel mondo reale (stalking) e nel mondo virtuale (cyberstalkig), o in forma mista, che racchiude entrambe le tipologie.

Ma come inizia una persecuzione di uno stalker o cyberstalking? Dove troviamo i padroni di questo malessere? Perché una persona decide di ricoprire questo ruolo così intimidatorio (e a volte anche violento, non solo a livello psicologico, ma anche fisico)?

Prima cosa da tenere a  mente è che lo stalking non è un fenomeno omogeno e lo stalker è un individuo, e come tale è unico e differente da qualsiasi altra persona, così come i comportamenti che mette in atto e le motivazioni che guidano tali azioni. Ma, i casi che maggiormente ricorrono, sono: lo stalker nasce nel momento in cui un amore finisce (oppure una persona innamorata di un’altra subisce un rifiuto da quest’ultima). Una relazione fra due persone cessa di esistere, ed una delle due non può, non vuole o non riesce a rinunciare all’altra, non ha le capacità cognitive ed emotive per gestire il senso di abbandono, di rifiuto e di solitudine che derivano dalla separazione. E allora continua a portare avanti la relazione “unilateralmente”, vivendo nel ricordo della coppia, seguendo la vittima, appostandosi e pedinandola, facendosi trovare nei luoghi che frequenta, intervenendo nella sua vita privata con telefonate, messaggi, email e contatti sulle piattaforme social, per esprimere ancora il suo “amore”, la sua necessità di star con l’altra persona, di non poter vivere senza (e di conseguenza, neanche la vittima deve e può vivere senza quel partner diventato stalker). Ancora, lo stalking può derivare da una persona che si reputa un’amico/a, da un compagno/a di studi o da un/una collega, il quale non percepisce la relazione come tale, e che in seguito ad un rifiuto, o per paura del rifiuto e della conseguente rabbia che ne può derivare, per mancanza di fiducia e capacità in se stesso/a si tramuta in persecutore.

Ma lo stalker può anche divenire tale non in seguito ad una relazione reale, ma bensì in seguito a fantasie proprie ed “immaginate”, che non esistono nel mondo vero. Invia regali e messaggi d’amore alla vittima (che con il tempo possono diventare di minaccia), conosce i suoi spostamenti e la segue, tendenzialmente evita il contatto e rimane nascosto, appostato, ipotizzando e bramando la relazione con la vittima.

Inoltre, lo stalking può espandersi e minare la vita della vittima nella sua parte web, social, virtuale mediante il cyberstalking. Questo nasce come componente on-line di azioni di stalking già presenti nella realtà, costituito da una serie di insulti e infamie inviate pubblicamente o in privato (pensiamo alla bacheca di Facebook, o ai messaggi privati di Messanger o WhatsApp, etc..), può consistere nell’inviare una quantità spropositata di email e messaggi d’amore o di minacce, fino a cercare di rubare e accedere all’identità nel web della vittima. Tutto ciò al fine di minare totalmente gli ambiti della vita privata della vittima. E le motivazioni che spingono i cyberstalker a realizzare tali comportamenti sono sovrapponibili a quelli applicati nello stalking. Altresì, il cyberstalking può essere reale sono nel mondo virtuale, senza una conseguenza nel mondo fisico per la vittima, ma ciò non significa che la sensazione di inquietudine, paura e disagio psicologico sia attenuato e minore in confronto allo stalking.

L’inizio dello stalking e del cyberstalking, il comprendere che una relazione di qualsiasi genere si stia tramutando in una situazione pericolosa, è probabilmente il momento più difficoltoso per la vittima, in quanto sulle prime non riesce a realizzare cosa effettivamente stia accadendo, e successivamente deve trovare la necessaria forza per reagire e chiedere aiuto.

Dott.  Andrea Montesi – psicologo del lavoro e delle organizzazioni, referente IPSE Ancona, docente di ergonomia e antropometria alla Poliarte di Ancona, cofondatore CTM Forlì

 

Presentazione del libro “Linguaggi e gesti della violenza” a Roma

Questo pomeriggio l’equipe del CTM presenterà il libro “Linguaggi e gesti della violenza” presso la Associazione della Sala Stampa Estera in Italia in Via dell’Umiltà 83/c, Roma alle ore 15:30.
Interverranno M.G. Cernieri Moscatelli, Presidentessa di Telefono Rosa, la Senatrice M. Cirinnà, la giornalista C. Cucchiarelli e la Dott.ssa S. Matone, Presidentessa del DAP.

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#LUOGHICOMUNI, settimana dedicata al tema della violenza di genere

 

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Nella foto: “Zapados Rojos” di Elina Chauvet

Il 25 Novembre ricorre la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Durante tutta la settimana il CTM sarà impegnato in una serie di iniziative nel comprensorio di Forlì sul tema della violenza di genere, portando il punto di vista di chi si occupa degli autori di violenza.

Le iniziative fanno parte della rassegna #LUOGHICOMUNI, promossa dal Centro Donna e dal Comune di Forlì.

Tutte le iniziative sono a partecipazione libera e gratuita.

Qui di seguito il programma completo della rassegna #LUOGHICOMUNI e dell’evento di Domenica 29.

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Articolo sullo stalking su Ancona Today

Pubblicato da Ancona Today in data 29 Aprile 2015 un articolo a firma di Andrea Montesi (psicologo e referente area stalking del CTM di Forlì, info) dal titolo “Stalking: quando la persecuzione arriva dai vicini di casa

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Link all’articolo originale su Anconatoday.it

Stalking, quando la persecuzione arriva dai vicini di casa

L’Istituto di Psicologia e di Ergonomia di Ancona analizza lo stalking nei suoi aspetti psicologici facendo riferimento anche a casi tanto frequenti quanto sottovalutati dall’opinione pubblica: lo stalking tra vicini di casa

La notizia recentemente riportata da AnconaToday riguardante un’anziana signora persecutrice di una coppia di vicini, è solamente l’ennesimo caso di stalking reso noto dai media e dai giornali. La signora, dopo 28 anni di appostamenti e minacce, è stata prima diffidata e poi denunciata per stalking dalle forze dell’ordine. E’ bene ricordare che lo stalking è una serie di comportamenti ripetuti ed intrusivi, di sorveglianza e controllo, di ricerca di contatto e di comunicazione nei confronti di una vittima che risulta infastidita o allarmata da tali comportamenti, i quali possono sfociare in minacce o aggressioni  fisiche da parte dello stalker. In questa vicenda, ci sono alcuni punti atipici per lo stalking, ed altri in linea.

Primo punto di atipicità: lo stalker è una donna. Non sono numerosi i casi in cui ciò si verifica in quanto per le analisi statistiche esistenti, nel 70% dei casi “il predatore” è un uomo (fonte “Osservatorio Nazionale sullo Stalking”). Inoltre, tendenzialmente lo stalking è applicato ad una sola persona, e non ad una coppia come in questo caso, anche se il dolore che crea lo stalking nella vittima inevitabilmente influenza anche i suoi affetti, i quali vengono descritti come vittime secondarie. Secondo punto di unicità:  la persecutrice è una vicina di casa della coppia. La statistica della fonte citata in precedenza, evidenzia che nei casi di stalking il 55% di chi applica tale violenza psicologica, che spesso può sconfinare in fisica, è un partner o un ex partner, e solo nel 25% dei casi è un vicino/a (le restanti percentuali residue sono suddivise tra colleghi di lavoro o di studio e parenti). Se ne analizziamo i comportamenti applicati, si evidenziano tratti di tipicità dello stalker,  attraverso i quali possiamo riconoscerne l’impronta. Parliamo di due grandi categorie di riferimento che sono azioni mirate a Contatti, spesso non voluti dalla vittima, con comportamenti di Controllo Diretto (sorvegliare, pedinare, appostarsi, etc..), come quelli effettuati dall’anziana signora, o comportamenti di Confronto Diretto  (visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce, aggressioni, violenze).

La chiave per capire se tali comportamenti sono realmente azioni stalkizzanti, si fonda sulla numerosità di volte che vengono inflitti alla vittima, ovvero un minimo di 10 manifestazioni per almeno 4 settimane, e sull’intensità che tali comportamenti provocano nella vittima (per citarne solo alcuni, intendiamo  profonde alterazioni dello stile di vita, tra cui il limitare la propria mobilità, vissuti quali ansia, paura e sensazione di essere costantemente “braccati”, etc.. ). E l’anziana signora, sia per durata che per intensità, nonché per la tipologia delle azioni messe in atto, rientra ampiamente nelle categorie appena descritte.
Per essere maggiormente esaustivi e approfondire meglio il fenomeno “Stalking”, bisognerebbe comprendere le motivazioni, i vissuti e i sentimenti della vittima. Inoltre, hanno molta importanza le caratteristiche dello stalker, gli stili di comunicazione che adotta (altra chiave di lettura per capire se si è funestati da uno stalker) e le possibilità di difesa o di resistenza a tali attacchi da parte dei soggetti perseguitati. Per le vittime il primo modo per reagire è quello di condividere il proprio stato di angoscia con la famiglia – o con gli amici – e chiaramente con le forze dell’ordine.

Linguaggi e gesti della violenza

Esce in questi giorni “Linguaggi e gesti della violenza“, a cura di Daniele Vasari ed Andrea Spada. Edito da Publi&Stampa (Ravenna), il lavoro raccoglie i contributi di diversi professionisti sul tema della violenza di genere nella sue diverse sfaccettature.

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  1. La violenza e la sua genesi sociale di Daniele Vasari (Psicologo/Psicoterapeuta);
  2. Quotidiana violenza di Stefano Pasqui (Psicologo);
  3. La donna vittima di violenza di Maria Caterina Manca (Medico Chirurgo)
  4. La violenza in famiglia di Clede Maria Garavini (Psicologa/Psicoterapeuta)
  5. La violenza negli occhi del bambino di Michele Piga (Psicologo)
  6. Stalking o atti persecutori di Andrea Montesi (Psicologo)
  7. Differenze di genere e sport di Andrea Spada (Psicologo/Psicoterapeuta)
  8. Il gruppo Caino di Silvia Monauni (Psicologa/Psicoterapeuta)
  9. Donne senza storia di Paola Fabbri (Graphic designer e pittrice)

Il libro è in vendita online su IBS e Libreria Universitaria.