Lo spettacolo/laboratorio “Illusioni, amore e colpa” su Lavoratore Sociale

La rivista “Lavoratore Sociale” edita da Erickson, pubblica come buona prassi un resoconto dello spettacolo/laboratorio teatrale “Illusioni, Amore e Colpa“, curato da Giolli Coop. Soc. di Parma e proposto alla cittadinanza forlivese già nello scorso anno con il supporto del Centro Donna e CTM di Forlì.

Ricordiamo che l’esperienza verrà riproposta contestualmente alla rassegna di iniziative #LUOGHICOMUNI (sostenuta dall’Assessorato alle Pari Opportunità e dal Centro Donna di Forlì) Sabato 28 Novembre alle ore 17:30 presso la Fabbrica delle Candele (mappa).

lavoro sociale

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Illusioni amore colpa

Uno spettacolo teatrale sul tema della violenza di genere che coinvolge anche gli spettatori con la metodologia partecipativa

Andrea Spada e gli altri operatori del Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì presentano alcune iniziative di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere

Le azioni di violenza nei confronti delle donne, dei minori o degli anziani sono tristemente all’ordine del giorno. Soltanto nel nostro Paese una donna su tre afferma di essere stata vittima di un tentativo di stupro o di una violenza fisica, più spesso ad opera del proprio partner ma anche da parte di sconosciuti. Questi dati allarmanti fanno riferimento soprattutto alla ricerca Istat del 2014 che però ferma il campione rappresentativo alle donne dai 16 a 70 anni.

Secondo alcuni studi poi il background dei violenti è piuttosto tipico e ben delineato: generalmente, si tratta di soggetti che da bambini sono cresciuti in famiglie gerarchizzate in cui loro per primi hanno subito violenze da parte di genitori, divenendo così frustrati e profondamente incapaci di gestire le reazioni emotive.
A volte però sembra che il cercare la componente di diversità nella persona, come una sorta di “deformità personologica”, ci possa aiutare ad allontanare dalla nostra mente l’ipotesi che questo uomo, che ha commesso violenza, sia uguale a noi. Il fatto che fino al giorno prima possa essere “circolato” senza difficoltà davanti ai nostri occhi diviene incredibile per la nostra mente; ci aspettiamo, anzi ostinatamente vogliamo, nel leggere la notizia della ennesima violenza, che questi uomini abbiano caratteristiche morali, sociali, razziali diverse dalle nostre ed in questo modo giustificare gli avvenimenti.
Occorre invece considerare il fenomeno dalla parte più profonda, anche relativamente ai vissuti che ognuno prova relativamente al concetto di “violenza”, per poter affrontare le problematica in modo più adeguato, inserendo, in questa logica, anche l’intervento terapeutico specifico per il maschio autore di violenza. Infatti l’opera di prevenzione nei confronti della violenza di genere, se agita solo nei confronti delle donne vittime di violenza risulta una azione a metà. Occorre operare anche nei confronti di chi ha agito violenza, perché è anche con questa tipologia di interventi che è possibile diminuire il tasso di recidiva.
La persona che agisce violenza, nello specifico quella di genere, da una parte deve giustamente subire le conseguenze legali del suo atto, ma da un’altra è una persona, un soggetto che può affrontare il problema per risolverlo e prevenire altre manifestazioni.

Gli operatori del CTM (Centro Trattamento Uomini Maltrattanti di Forlì, servizio di DELFI ASSOCIAZIONE CULTURALE, operativo nel settore dal 2012), grazie alla loro esperienza, possono attivare azioni formative che permettano di implementare la consapevolezza e le competenze degli operatori di un servizio, pubblico o privato, seguendo le direttive terapeutiche originarie del modello ATV di Oslo che la regione Emilia Romagna sta adottando come linea guida per l’operatività territoriale di servizi di questo tipo, in modo che l’azione sul territorio, e sulle persone, possa essere più efficace e sia possibile creare una rete che concretamente agisca per affrontare in modo sistematico ed organico il problema della violenza sulle donne. Dal 2014, grazie ad una convenzione con il Comune di Forlì, e alla collaborazione con il “Centro Donna”, centro antiviolenza territoriale, vengono attivate anche azioni di sensibilizzazione sul tema, in modo da permettere un cambiamento di paradigma culturale.

Il Centro Donna è attivo dal 1988 e rappresenta una delle poche iniziative in Italia direttamente gestite da un Comune.  La funzione del servizio, volta al supporto di donne in situazioni di disagio, si è evoluta nel tempo passando dall’iniziale erogazione di servizi informativi/orientativi all’attuale programmazione che prevede anche interventi di tutela e protezione di donne sole e con minori che hanno subito violenza e maltrattamenti. Il Centro Donna accoglie gratuitamente tutte le donne, di qualsiasi età, nazionalità con residenza nel comprensorio forlivese; si accede tramite contatto telefonico, invio da altri servizi, oppure rivolgendosi direttamente. Inoltre dispone di una casa ad indirizzo segreto per l’accoglienza temporanea di donne che necessitano di protezione e tutela.
Lo Staff, composto da una Responsabile e due operatrici di front/back office, si avvale di personale specializzato: una psicologa che svolge consulenza e sostegno individuale e di gruppo, e dieci avvocate che si alternano offrendo informazioni legali sul diritto di famiglia.
Negli ultimi due anni l’attenzione sul fenomeno del maltrattamento e della violenza ha visto sempre più il Servizio coinvolto in attività di formazione rivolte ad Operatori socio sanitari e interventi di sensibilizzazione al tema rivolti agli studenti degli Istituti superiori di Forlì.

Il Centro donna è:
– spazio di accoglienza
– sportello informativo
– centro di documentazione
– spazio di ascolto psicologico
– informazione e consiglio legale
– servizio di sostegno sul maltrattamento e la violenza
– collegamento con gli altri servizi: la Rete antiviolenza Irene

La Rete dei Servizi Antiviolenza – RETE IRENE – attiva dal 2001, è un progetto promosso dal Comune di Forlì  in accordo con le altre istituzioni che si occupano di maltrattamento. La Rete pone in primo piano l’esigenza di raccordare quanto c’è oggi di operante per combattere la violenza e stimolare l’assunzione di responsabilità da parte degli operatori sociali e sanitari, del mondo giudiziario e delle Forze dell’Ordine.

I due centri hanno organizzato – venerdì 28 novembre 2014 –  in occasione delle iniziative legate alla ricorrenza della giornata contro la violenza sulle donne, a Forlì presso il teatro “LA FABBRICA DELLE CANDELE”, in collaborazione con la Coop “Gioilli”, lo spettacolo di Teatro-Forum “Illusioni, amore e colpa” sul tema della violenza di genere.
Obiettivo dell’evento era sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza di genere, ma anche approfondire l’analisi di come tali situazioni vengono a crearsi spingendo i partecipanti a cercare soluzioni, attraverso una metodologia partecipativa.
La storia rappresentata era una vicenda emblematica di coppia che degenera progressivamente nella violenza, di fronte all’incapacità di chi assiste di aiutare efficacemente la donna protagonista.
Il pubblico, come accade normalmente in una seduta di Teatro-Forum, ha assistito alla storia e poi, nella seconda parte, ha cercato delle possibili soluzioni intervenendo in scena al posto di alcuni dei protagonisti.
Il Teatro-Forum è infatti una tecnica partecipativa ideata da Boal che invita gli “spett-attori” (nel gergo di Boal) a entrare in campo per risolvere problemi sociali.
Il valore di questo modo di fare teatro è ampio e scientificamente riconosciuto in alcune ricerche internazionali, per prevenire le forme di violenza.
Infatti il meccanismo permette di distanziarsi dalla realtà in due maniere: prima in quanto la realtà viene rappresentata, quindi “codificata” in alcune scene, secondo perché lo “spett-attore” entra in scena e può sperimentare delle alternative, dei mondi possibili, scardinando quindi l’idea di una realtà fissa e immutabile, per introdurre nel mondo delle possibilità, delle scelte, delle responsabilità.
Come dimostrano le diverse ricerche, una seduta di Teatro-Forum può alzare l’attenzione delle potenziali vittime e degli astanti rispetto ai contesti, attivando nuove strategie di evitamento e/o gestione dei rischi e/o azione di supporto, costruendo quindi un empowerment personale e gruppale che permette di gestire meglio la situazione.
La partecipazione è stata massiccia (oltre 50 partecipanti), e nelle due ore di rappresentazione ed elaborazione, il feed-back dei partecipanti è stato positivo, anche considerando la valenza della partecipazione attiva, sia per i vissuti relativi alla dinamica rappresentata, sia per gli spunti riferiti alle diverse modalità di fronteggiamento messe in atto.
Riteniamo che per attivare delle vere e concrete modalità di prevenzione e fronteggiamento della violenza di genere occorrano anche opere di sensibilizzazione come queste, alternative alle classiche modalità seminariali, perché una riflessione su vissuti, e una partecipazione agli eventi, anche se solo teatrale, può valere più di semplici lezioni frontali.

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